domenica 5 dicembre 2010

Mostra personale di pittura, mia.

Vi invito, non mancate:

E a noi resta soltanto il pane, tecnica mista su tela

Con questo quadro ho partecipato alla collettiva "ADI in equilibrio armonico"...
"E a noi resta soltanto il pane" tecnica mista su tela 70x100

martedì 28 settembre 2010

Wassily Kandinsky - seconda puntata!

...e così, Wassily, dopo aver rimuginato a lungo su quegli splendidi "Covoni" di Monet iniziò ad esplorare un nuovo mondo.
Paesaggio, Wassily Kandinsky
Si rese conto di dover inserire nelle sue opere anche il fattore tempo, e pian piano iniziò a dipingere paesaggi con colori accesi, molto simili a quelli utilizzati dagli Impressionisti o portati all'estremo dai Fauvisti.
A quel tempo frequentava una scuola del nudo dal vero, ma spesso marinava le lezioni per correre a dipingere all'aperto. Non dipingeva più tetti, viali o cose simili, preferiva buttare sulla tela macchie di colore vivo che ricostruivano le sensazioni che la suggestiva città di Mosca gli regalava.
Una delle cose che diceva di se era che avrebbe potuto dipingere in abito elegante, senza sporcarsi.
Era tutt'altro che lo stereotipo dell'artista caotico.
Mi risulta poi ovvio che fosse rimasto sconvolto dal "caos" dei "Covoni" di Claude Monet.
Pennellate scandalosamente disordinate e libere danno l'idea di un oggetto vivo, vibrante ed inafferrabile.
Fu proprio quel disordine che lo disorientò. D'altra parte l'impeccabile precisione di Kandinsky si evince anche dalle sue opere, quelle più mature.
Ma...com'è nato l'astrattismo?
Perchè Wassily si lasciò convincere da quei "Covoni"?
La storia della visione di una sua tela posta nel verso sbagliato la conosciamo tutti, ma leggerla dalla sua penna è tutta un'altra storia, ve la scriverò prestissimo!

martedì 21 settembre 2010

Wassily Kandinsky

Wassily Kandinsky nacque il 4 dicembre 1866, a Mosca.
Prese il nome del padre, mercante di té.
Sin da quando aveva tre anni viaggia.
Viaggia con i genitori, accumulando ricordi e sensazioni.
Nel 1869 viaggiò in Italia e fu impressionato dal "mucchio di sassi" e dalla "foresta di colonne" di S. Pietro, a Roma. E gli rimasero impressi i colori, il giallo ocra dei sassi romani, il nero della carrozza che lo portò a Firenze, il giallo sporco dell'acqua dell'Arno ed il nero di Venezia.
Gradini neri, acqua nera, gondole nere. Una visione inquietante per un bambino di tre anni.
Tutte queste impressioni il pittore le raccoglie nel libro "Sguardi sul passato", un diario/racconto delle sue scoperte interiori e pittoriche da leggere assolutamente.
Ma com'è arrivato Kandinsky all'astrattismo?
Cos'è l'astrattismo in effetti? Molti ancora oggi non lo sanno, non lo capiscono ne vogliono capirlo.
Ora ci arrivo...
Wassily intraprende studi musicali. Pianoforte, violoncello. Una passione smisurata per la musica che l'ha condotto poi a comporre le più celebri sinfonie pittoriche che ben conosciamo.
Si appassionò all'economia politica, al diritto penale, ai problemi dei salari...dipingeva solo nei ritagli di tempo.
Non era ancora pronto ad abbandonare gli altri studi per dedicarsi anima e corpo all'arte.

1985. A Mosca ci fu la mostra dei grandi impressionisti francesi.
Kandinsky ci andò e niente fu più come prima.
Rimase sconvolto fin nel profondo dai "Pagliai" di Monet. Davanti a quell'opera si rese conto che effettivamente mancava l'oggetto, o meglio un oggetto chiaro come nell'arte naturalista.
Quei pagliai dipinti così imprecisamente non li riconosceva, non poteva essere giusto dipingere così, eppure...
Eppure quell'immagine si scomponeva e ricomponeva nella sua mente e continuava a vederne i minimi dettagli.
Claude Monet - Covoni
Aveva appena capito la vera potenza del colore.

...per ora mi fermo qui...poi vi racconto cos'altro scoprì Wassily, e com'è arrivato a comporre le sue opere...
Alla prossima puntata! : )

giovedì 16 settembre 2010

Parlo d'Arte

Si, ho cambiato modalità al Blog.
Tuttavia ci sono ancora cose di Blogger che non capisco.
Ma torniamo a questo blog, fin'ora era un catalogo muto di opere d'arte, che nessuno consultava, ma manco di striscio.
Fondamentalmente voglio che qualcuno guardi i miei Quadri.
Un'Artista ha bisogno di sapere cosa pensa di lui la gente, ha bisogno di critiche, di ascoltare cazzate, ha bisogno di gente che parla. Lo stesso Artista può fregarsene delle critiche e continuare per la sua strada, quadro dopo quadro.

Lunga vita a questo Blog, lunga vita ai miei dipinti.
Lunga vita all'Arte in tutte le sue forme.
E lunga vita a chi vorrà commentare o chiacchierare con me.

Quadro non finito

Dedicato ai pensatori, a chi è perso in viaggi mentali.

Autoritratto, Pittura ad Olio


Un altro dei miei Autoritratti...

mercoledì 14 luglio 2010

martedì 29 giugno 2010

Paesaggio a Sant'eligio

Questo quadretto lo feci all'estemporanea che si tiene a Sant'eligio tutti gli anni...mi è dispiaciuto molto essere impossibilitata ad andarci quest'anno...
E' un olio su tela piccolo piccolo...

martedì 22 giugno 2010

mercoledì 9 giugno 2010

mercoledì 7 aprile 2010

venerdì 19 febbraio 2010